Una bozza di decreto in fase di valutazione da parte del Ministero per l’Innovazione Digitale starebbe aprendo la strada a una misura destinata a far discutere: consentire ai datori di lavoro di accedere — in circostanze specifiche — ai messaggi WhatsApp dei propri dipendenti, per motivi di sicurezza aziendale.
Secondo indiscrezioni, la norma prevederebbe l’uso di software di monitoraggio in grado di rilevare attività sospette su app di messaggistica installate su dispositivi aziendali, ma alcuni passaggi sembrano estendere il controllo anche ai dispositivi personali in caso di “rischio concreto per l’ente”.
La misura, definita “preventiva e mirata”, sarebbe giustificata come risposta all’aumento di fughe di dati, cybertruffe interne e uso improprio di informazioni riservate.
Sindacati, associazioni per i diritti digitali e giuristi hanno già espresso forte preoccupazione, definendo il provvedimento “potenzialmente incostituzionale” e “in contrasto con la normativa europea sulla privacy”.
Se approvato, il decreto potrebbe entrare in vigore già dal primo trimestre del prossimo anno.
