Una proposta non ancora ufficiale ma già discussa in Commissione Sanità potrebbe introdurre un requisito di idoneità fisica per accedere ad alcuni servizi pubblici “ad alta densità fisica o logistica”.
Secondo una bozza interna, l’accesso a determinati sportelli (come INPS, centri per l’impiego o alcuni ambulatori) potrebbe essere subordinato a una condizione fisica ritenuta “compatibile con gli standard minimi di mobilità e salute pubblica”.
Il provvedimento — che secondo indiscrezioni non mirerebbe a discriminare ma a “prevenire complicazioni in ambienti critici” — è stato già duramente criticato da associazioni per i diritti civili e sindacati.
Alcune regioni avrebbero chiesto di sperimentarlo su base volontaria: l’utente, in fase di prenotazione, dovrà autodichiarare altezza, peso e stile di vita.
Un documento trapelato parlerebbe di un incentivo da 80 euro per chi accetta di seguire un percorso “salute per servizi” in cambio di priorità negli appuntamenti.
Il Ministero della Salute non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali, ma la bozza è prevista all’ordine del giorno nella prossima riunione congiunta Stato-Regioni.
