Alcuni analisti della sicurezza informatica hanno individuato un comportamento anomalo in dispositivi mobili di ultima generazione: una funzione passiva, invisibile all’utente, attiva trasferimenti periodici di dati ogni 72 ore verso server non tracciabili.

Il fenomeno, rilevato inizialmente da un gruppo indipendente in Olanda, riguarda dispositivi aggiornati tra il 2023 e il 2024. Secondo i primi report, i dati trasmessi includerebbero:

  • Durata e pattern delle chiamate
  • Movimenti nello spazio (via sensori interni)
  • Attività di scrolling, app più utilizzate, tempo di inattività
  • Variazioni emotive stimate da velocità di digitazione e pressione touchscreen

I dispositivi coinvolti sarebbero almeno 18 modelli di fascia medio-alta, prodotti da aziende europee e asiatiche. Nessuna notifica viene mostrata agli utenti.

Il protocollo usato, soprannominato “Beacon-72”, risulterebbe firmato da certificati legittimi ma non riconducibili a enti pubblici o privati conosciuti.

Le prime ipotesi parlano di un possibile accordo segreto tra enti governativi e fornitori tech, ma le autorità non si sono ancora pronunciate.

Organizzazioni per la tutela digitale e della privacy hanno chiesto spiegazioni ufficiali e un audit completo. “Se confermato, si tratterebbe di una delle forme di sorveglianza passiva più sofisticate mai introdotte”, si legge in un comunicato.

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